L’inizio degli imbottigliamenti e la scelta di rimanere fedeli alla nostra identità
All'inizio degli anni Duemila, sentimmo che era giunto il momento di raccontare i nostri vini al mondo intero. Fino ad allora, la nostra reputazione era ben consolidata tra gli operatori del settore: eravamo riconosciuti come fornitori di vino sfuso di altissima qualità, destinato a cantine blasonate che ne apprezzavano il valore. Ma il passo successivo era inevitabile: imbottigliare direttamente i nostri vini e firmarli con il nostro nome.
Fu l’inizio di una nuova avventura, fondata sulla convinzione che la qualità – quella autentica, non urlata – avrebbe trovato la sua strada.
In quegli stessi anni, un’altra decisione importante segnò la nostra identità: non seguimmo la corsa al Prosecco, allora in piena ascesa. Scelta controcorrente, ma fatta guardando al lungo termine, poichè credemmo e crediamo ancora che Sequals meriti di essere raccontata attraverso varietà che esaltino la vocazione del territorio: Sauvignon, Chardonnay, Cabernet Franc. Vitigni capaci di dare vini eleganti, longevi, veri interpreti della terra friulana.
Un'altra scelta, forse ancora più radicale, fu quella di restare un'azienda familiare. Affidammo per un periodo la gestione a figure manageriali di alto profilo, ma ci rendemmo conto che nel vino – soprattutto in quello che nasce dalla terra e parla di verità – servono l'occhio, il cuore e il tempo di chi quella terra la vive ogni giorno. Come dice il proverbio, “l’occhio del padrone ingrassa il cavallo”, e nel nostro caso custodisce la qualità in ogni bottiglia.