LA STORIA

Le nostre radici
UNA STORIA DI FAMIGLIA DA OLTRE
60 ANNI
La Tenuta Fernanda Cappello è parte di una storia più ampia: il percorso di una famiglia che, partita dalla mezzadria, ha saputo costruire con impegno e determinazione un patrimonio solido e diversificato. Gli eredi di questa visione portano ancora oggi avanti le principali attività imprenditoriali avviate da Ernesto, Alfonso e Alfeo, come il Mobilificio Cappello e l’azienda agricola Tomina. Nel tempo hanno anche dato vita a nuove realtà, tra cui Korked, azienda specializzata nella produzione di tappi, oltre a diverse attività agricole, immobiliari e commerciali.

Il fiore all’occhiello della famiglia resta però la Tenuta Fernanda Cappello, l’azienda vinicola di famiglia, oggi guidata con passione dalla terza generazione. Nonostante i vari rami della famiglia vivano ormai in luoghi diversi, una volta all’anno ci si riunisce tutti, in un weekend speciale che spesso si svolge proprio nella tenuta di Sequals — un appuntamento che, anno dopo anno, rinnova lo spirito di appartenenza e la forza della tradizione.
 
1950
Dalla mezzadria all’impresa:
tre fratelli e un sogno
Tre fratelli di Campodarsego, originari di una famiglia di mezzadri, hanno saputo trasformare l’ingegno e la dedizione in un’avventura imprenditoriale di successo. Tutto iniziò in un garage, dove costruivano mobili artigianalmente. Quella passione si trasformò presto in un mobilificio che arrivò a contare fino a 400 dipendenti.

Nel giro di pochi decenni, i fratelli diedero vita a un vero e proprio gruppo imprenditoriale, attivo in diversi settori: dalla produzione e vendita di mobili ad aziende agricole, immobiliari e commerciali.

Ma le loro radici restavano saldamente ancorate alla terra. Quando si presentò l’opportunità di acquistare diversi lotti di terreno — spesso da proprietari emigrati all’estero — in una zona ad alta vocazione vitivinicola a Sequals, colsero subito l’occasione.

Quel territorio, da poco reso coltivabile grazie alla costruzione dei canali irrigui realizzati alla fine degli anni ’60, si trovava in una zona dal suolo ghiaioso e sciolto, che fino ad allora rendeva difficile qualsiasi attività agricola. L’arrivo dell’acqua cambiò tutto, aprendo a una nuova fase storica per i terreni di Sequals prima incolti, quella legata alla viticoltura di qualità.
1960
Pionieri a Sequals, aver creduto in un territorio che ora è riconosciuto tra i migliori in Friuli
Le attività avviate dalla famiglia Cappello sono spesso nate da zero e, nel tempo, si sono trasformate in realtà solide e riconosciute. Alla base di tutto: intraprendenza, visione e una determinazione incrollabile. L’esempio perfetto è la Tenuta Fernanda Cappello a Sequals, fondata in una zona che, negli anni ’50, era poco più di una steppa arida.

La nostra famiglia fu tra i primi a impiantare vigneti (e frutteti) e a costruire una cantina in quel territorio che sembrava ostile all’agricoltura. Tutto cambiò negli anni ’60, quando il Consorzio Cellina-Meduna — noto anche per aver realizzato la prima centrale idroelettrica italiana — iniziò a costruire canali artificiali, portando finalmente l’acqua irrigua in aree fino ad allora improduttive, come i terreni ghiaiosi di Sequals.

Tre fratelli della provincia di Padova, desiderosi di tornare alle proprie radici agricole e reinvestire i frutti del successo ottenuto con il mobilificio di famiglia, acquistarono 130 ettari in questa zona.

Cominciarono così a piantare i primi vigneti e a costruire la prima cantina della zona. Oggi Sequals è una microzona ricercatissima da molte cantine di prestigio, ma all’epoca fu un’intuizione pionieristica, forse anche fortunata della famiglia Cappello. Alcuni tentarono con il melo, viste le similitudini di questo territorio con l'Alto Adige, ma fu la vite a dimostrarsi la vera ricchezza del territorio.
1970
Gli anni Settanta: tra riconoscimenti e nuove direzioni
Negli anni ’70 accaddero molti cambiamenti importanti per la famiglia Cappello. Uno dei momenti più significativi fu nel 1970, quando Ernesto Cappello ricevette l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana, conferita dal Presidente della Repubblica Saragat.

Qualche anno dopo, i tre fratelli decisero di separare le rispettive attività imprenditoriali. Le famiglie si erano allargate e ciascuno scelse di seguire un proprio percorso, dividendosi le proprietà in tre rami. A Ernesto rimasero la fabbrica di mobili e l’azienda vitivinicola di Sequals.

Mentre lui continuò a concentrarsi principalmente sul mobilificio, la gestione della tenuta vinicola passò alla moglie Elda, che ne fece una delle prime realtà vitivinicole italiane a guida femminile. Anche Elda proveniva da una famiglia di mezzadri e seguì in prima persona tutte le fasi di sviluppo: dalla gestione della campagna alla riorganizzazione della cantina. Completò la messa a dimora dei 130 ettari di vigneto e dotò la struttura delle attrezzature necessarie per produrre vini di buona qualità.
In quegli anni vennero piantati principalmente Tocai e Cabernet, ma si avviarono anche sperimentazioni su diverse varietà, per individuare le tipologie più adatte al territorio e ottenere il meglio dall’espressione del terroir. Fu inoltre realizzato il corpo centrale della cantina, con una capacità di circa un milione di litri, suddiviso in vasche di diverse misure e funzioni, pensate per ottimizzare ogni fase del processo produttivo.
1980
Il coraggio di continuare, l’intuizione di innovare: così è nata l’eccellenza dei nostri bianchi aromatici.
Nel 1980, purtroppo, Ernesto Cappello venne a mancare prematuramente all’età di soli 50 anni. La gestione della fabbrica di mobili e dell’azienda vinicola di Sequals passò così nelle mani della moglie Elda e dei due figli giovanissimi, Armando e Fernanda.

Dopo circa vent’anni di attività vitivinicola a Sequals, l’esperienza accumulata sul campo aveva portato a una buona conoscenza del territorio e delle sue potenzialità. Si comprese che i vitigni aromatici offrivano risultati superiori alla media.
Fu così che, in seguito ai primi reimpianti, si cominciò a puntare su varietà come Sauvignon, Traminer, Riesling, Incrocio Manzoni e Moscato: vitigni tradizionalmente coltivati in Alto Adige, ma che dimostravano di adattarsi perfettamente anche alla microzona di Sequals.

Nel corso degli anni ’80, l’azienda si specializzò nella produzione di vino sfuso di alta qualità, destinato a cantine rinomate che lo imbottigliavano sotto il proprio marchio.
1990
La nostra filosofia enologica e i miglioramenti tecnologici in cantina.
Nel nostro percorso verso la qualità, abbiamo avviato – e continuiamo tuttora – una preziosa collaborazione con l’enologo Fabio Coser, più volte premiato come Enologo dell’Anno e autore di vini tra i migliori d’Italia. Con lui condividiamo una visione chiara: il vino va accompagnato, non forzato.

La nostra filosofia è intervenire il meno possibile, evitando aggiunte invasive come tannini o mannoproteine, usate spesso per correggere o standardizzare. Preferiamo rispettare la naturale evoluzione del vino, ricorrendo a certi interventi solo in caso di necessità, su partite da destinare a linee secondarie.

Abbiamo investito in tecnologie utili ma non invasive, modernizzando cantina e vigneti. Siamo stati tra i primi a utilizzare vendemmiatrici e atomizzatori a recupero in campagna e tra i primi anche ad utilizzare in cantina alcune tecnologie come le centrifughe, il controllo della temperatura, la microssigenzione ed altro ancora.

Mentre abbiamo sempre guardato con diffidenza ad altre tecnologie, comunque dopo averle provate, come macchinari ad osmosi, concentratori, filtrazioni tangenziali, decarbonificatori che effettivamente possono semplificare la vita all’enologo, ma che riteniamo possano influire negativamente sulla qualità del vino, seppur minimamente.
2000
L’inizio degli imbottigliamenti e la scelta di rimanere fedeli alla nostra identità
All'inizio degli anni Duemila, sentimmo che era giunto il momento di raccontare i nostri vini al mondo intero. Fino ad allora, la nostra reputazione era ben consolidata tra gli operatori del settore: eravamo riconosciuti come fornitori di vino sfuso di altissima qualità, destinato a cantine blasonate che ne apprezzavano il valore. Ma il passo successivo era inevitabile: imbottigliare direttamente i nostri vini e firmarli con il nostro nome.

Fu l’inizio di una nuova avventura, fondata sulla convinzione che la qualità – quella autentica, non urlata – avrebbe trovato la sua strada.

In quegli stessi anni, un’altra decisione importante segnò la nostra identità: non seguimmo la corsa al Prosecco, allora in piena ascesa. Scelta controcorrente, ma fatta guardando al lungo termine, poichè credemmo e crediamo ancora che Sequals meriti di essere raccontata attraverso varietà che esaltino la vocazione del territorio: Sauvignon, Chardonnay, Cabernet Franc. Vitigni capaci di dare vini eleganti, longevi, veri interpreti della terra friulana.

Un'altra scelta, forse ancora più radicale, fu quella di restare un'azienda familiare. Affidammo per un periodo la gestione a figure manageriali di alto profilo, ma ci rendemmo conto che nel vino – soprattutto in quello che nasce dalla terra e parla di verità – servono l'occhio, il cuore e il tempo di chi quella terra la vive ogni giorno. Come dice il proverbio, “l’occhio del padrone ingrassa il cavallo”, e nel nostro caso custodisce la qualità in ogni bottiglia.
2010
Internazionalizzazione e l’anima contemporanea
Nel decennio successivo, fu Nicola – giovane, curioso, determinato – a prendere in mano il testimone della parte commerciale, viaggiando in tutto il mondo per far conoscere i vini Cappello. Partecipò a fiere internazionali, visitò mercati lontani, e con pazienza costruì una rete di importatori che ancora oggi rappresenta lo zoccolo duro della nostra clientela estera.
Ogni anno si aggiungeva un nuovo tassello: un importatore in più, una nuova varietà in gamma, una crescita costante nelle bottiglie vendute. A completare il quadro, venne introdotta anche una seconda linea, pensata per raggiungere un pubblico più ampio senza mai rinunciare alla qualità. La scelta strategica fu chiara: posizionare i nostri vini in una fascia di prezzo accessibile ma capace di offrire un eccellente rapporto qualità-prezzo. L’obiettivo era ambizioso – arrivare a imbottigliare almeno metà della produzione dei nostri 130 ettari – ma credevamo (e crediamo ancora) che ogni bottiglia debba parlare di noi, della nostra terra e della nostra visione.

Il successo non tardò ad arrivare. Fu così che decidemmo di investire nella costruzione di una nuova cantina e di un’enoteca, finalmente progettata da Fernanda, che poté dare forma – con la sensibilità della sua laurea in architettura – a uno spazio che fosse al tempo stesso luogo di lavoro e racconto visivo della nostra identità.
Non fu facile: il mercato era saturo, la concorrenza agguerrita. Ma ancora una volta fu la qualità a fare la differenza. In un mondo pieno di etichette, il nostro vino continuava a distinguersi. E a conquistare.
2020
La continuità familiare e una nuova fase di espansione
L’azienda ha ormai più di 60 anni, è ora passata alla terza generazione. Lungi da noi allontanarci da questo bellissimo mondo del vino dove la complessità di questo business fatta di serietà e il lavoro duro si combinano con la creatività, la poesia e la leggerezza.

Negli ultimi anni, la spinta all’innovazione e la voglia di aprirsi a nuovi progetti hanno portato a una significativa espansione. Dal 2021 al 2023, la produzione è passata da 100.000 a 300.000 bottiglie annue, segnando una crescita controcorrente rispetto all’andamento generale del mercato vinicolo nel periodo.

Questa volta, a trainare l’aumento non è stato l’estero, ma il mercato italiano: una conferma della fiducia crescente da parte del pubblico nazionale nei confronti dei vini Cappello. Un risultato che premia scelte coraggiose, visione a lungo termine e un lavoro quotidiano che non ha mai smesso di mettere al centro la qualità.
2022/23
Continui investimenti in innovazioni tecnologiche
Nel 2022 e nel 2023 abbiamo investito in nuove tecnologie per migliorare ogni fase della produzione, puntando su efficienza e qualità.
Abbiamo iniziato con l’introduzione della vendemmiatrice Pellenc Diamant 9056, che ha reso la raccolta dell’uva più veloce e delicata. A seguire, il nuovo filtro Dynamos ha semplificato la gestione delle fecce e dei torchiati, sostituendo il vecchio filtro rotativo a farina.

Nel 2023 è arrivata anche una nuova pressa Wilmess, che con la nuova tecnologia brevettata Flexidrain a differenza delle classiche presse a canaline garantisce uno sgrondo migliore ed una pressatura più leggera. In laboratorio, il nuovo OenoFoss 2, in sostituzione del Foss 1, ci consente analisi immediate, aiutandoci a prevenire difetti e a monitorare costantemente la qualità.

Sempre nel 2023 abbiamo introdotto la tecnologia ganimede per le macerazioni dei mosti sulle bucce, pratica che usiamo molto, anche su certi vini bianchi. Questa tecnologia permette di rilasciare, all’interno della vasca in cui avviene la macerazione, anidride carbonica ad Intervalli regolari eliminando la necessità di fare i rimontaggi e diminuendo i contatti del vino con l’ossigeno.
In questi anni sono state prese anche alcune batterie d’accumulo per i pannelli solari e sono state prese alcune autoclavi per iniziare a spumantizzare internamente.
Tutto questo è parte di una visione che guarda al futuro, ma con un principio ben saldo: ogni scelta tecnologica deve servire a migliorare la qualità del vino e valorizzare l’identità del nostro territorio.
2024/25
Nuovo approccio alle risorse umane e nuove infrastrutture
Nuovo approccio alle risorse umane
Di fronte alla crescente difficoltà nel reperire personale qualificato, abbiamo scelto un percorso diverso rispetto al “rubare” lavoratori esperti ad altre aziende. Abbiamo deciso invece di investire nella formazione interna, puntando su persone che hanno già dimostrato di avere l’attitudine giusta, formandole secondo i nostri standard. Questo approccio ci ha permesso non solo di contenere i costi, ma soprattutto di costruire un team che lavora nel modo che riteniamo più corretto ed efficace.
In quest’ottica abbiamo investito su sei collaboratori provenienti dall’Ucraina, in fuga dalla guerra e fortemente motivati a costruirsi una nuova vita. A queste persone abbiamo offerto, in alcuni casi, anche una sistemazione abitativa gratuita, favorendone così l’integrazione e la serenità.

Nuove infrastrutture
Parallelamente, per sostenere la crescita nella vendita delle bottiglie abbiamo avviato i lavori per il raddoppio dei magazzini dedicati alle bottiglie.
Questa nuova infrastruttura ci permetterà non solo di gestire imbottigliamenti più consistenti e di stoccare quantità maggiori di materiali, ma anche di liberare spazi in cantina per futuri progetti di sviluppo, per esempio nuove autoclavi.