È stato possibile risalire all’origine dello Chardonnay attraverso l’analisi dei marcatori microsatelliti del DNA nucleare. Questo vitigno deriva sicuramente dall’incrocio tra Pinot Nero e Gouais bianco. La sua origine remota è la Dalmazia da dove venne portato in Francia dalle legioni romane guidate da Probo. L’uva Chardonnay ha trovato la sua dimora preferita in Borgogna, Bordeaux e Champagne. La sua introduzione in Italia (Trentino) fu merito dell’Istituto Agrario di San Michele, successivamente si diffuse in alcune zone del Friuli.
È il più internazionale dei vini per le sua piacevolezza e per la sua ampia possibilità di abbinamenti. Per la sua freschezza si abbina perfettamente agli antipasti a base di pesce, a minestre, risotti, paste e secondi piatti a base di verdure, ancor più se contengono pesce, anche se accompagnati a salse con panna. Non si deve assolutamente abbinare a cibi con salse al pomodoro perché l’acidità del pomodoro contrasta troppo con la caratteristica burrosa dello Chardonnay.
Abbinamenti
È il più internazionale dei vini per le sua piacevolezza e per la sua ampia possibilità di abbinamenti. Per la sua freschezza si abbina perfettamente agli antipasti a base di pesce, a minestre, risotti, paste e secondi piatti a base di verdure, ancor più se contengono pesce, anche se accompagnati a salse con panna. Non si deve assolutamente abbinare a cibi con salse al pomodoro perché l’acidità del pomodoro contrasta troppo con la caratteristica burrosa dello Chardonnay.
I composti vanillici, naturalmente presenti nella buccia dell’acino, donano al vino raffinate note vanigliate. Per questo motivo lo Chardonnay, più di qualsiasi altro, esalta le sue caratteristiche affinandosi in botti di legno; nell’èlevage in tonneau di primo e secondo passaggio, per 10 mesi, mantiene la sua fragranza fruttata e acquista struttura, morbidezza ed eleganza. Si abbina perfettamente a piatti con tendenza dolce e con note grasse, a formaggi a pasta molle o semi-molle, in particolare il taleggio o il gorgonzola, anche stagionati, perché ne bilancia il gusto con la sua acidità e la sua sapidità. Con
le carni bianche come il maiale, l’abbacchio e il cappone, crea connubi piacevoli ed intriganti.