Le prime testimonianze della coltivazione del Pinot Bianco, che è una mutazione genetica del Pinot Nero, risalgono all’epoca romana. In Italia è presente dall’800. Il suo nome deriva probabilmente da “piccola pigna” per le piccole dimensioni del grappolo e per la disposizione degli acini, compressati fra loro. È un vitigno che si esprime al meglio nei climi freddi come in Alsazia, o nei paesi di origine tedesca dove porta il nome di Weissburgunder, in Italia le zone maggior pregio sono il Trentino-Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia.
Il Pinot bianco è di un colore giallo paglierino tendente al verdolino. Roteando il calice notiamo la sua buona consistenza. È un vino complesso, sapido, minerale, elegante ed equilibrato, con molta armonia tra corpo e acidità. Avvicinato il bicchiere al naso si viene avvolti da note erbacce come maggiorana e timo, sensazioni fruttate come profumi di susina, pesca e ananas, di frutta secca come nocciola. Tra gli aromi floreali sentiamo fiordaliso, ginestra, acacia. Invita all’assaggio e rimaniamo colpiti dalla sua buona struttura e dalla corrispondenza con il naso, una nota burrosa, da nocciola, lo rende più intrigante. Il finale è persistente e continuiamo a gustarcelo al palato.
Abbinamenti
Il Pinot Bianco, ottimo come aperitivo, è adatto ad antipasti leggeri, a zuppe, a piatti a base di pesce e a piatti non molto saporiti.